" Il grande Achille", chi è in verità Achille? Guerriero impavido ed iracondo o personalità istintiva che segue ciò che è nella sua natura?
Una visione particolare ce la mostra il Vate Dante Alighieri, che lo cita ben sei volte nella sua Commedia; per il poeta Achille appare nella sua debolezza di uomo, con tutte le fragilità che appartengono agli uomini, ma con quella spinta alla passionalità dei gesti che è tipica di chi si fa guidare più dall'istinto che dalla ragione.
Dante inserisce il personaggio di Achille nel secondo Cerchio dell'Inferno e lo colloca nel girone dei lussuriosi, cioè di quei peccatori che "..la ragion sommettono al talento", che antepongono l'istinto alla ragione.
Chi di noi non vorrebbe avere la forza di Achille, la passionalità di Achille, affrontare il peso delle battaglie con il coraggio di un eroe?
Molto spesso ciò che affrontiamo nella vita non ha molto di eroico; siamo portati ad affrontare problemi che si accumulano legati alla quotidianità del vivere ma che necessitano spesso di pazienza e sopportazione; il coraggio che guida Achille lo si sperimenta pochissime e rarissime volte, personalmente ritengo che lo si comprenda pienamente quando si riesce a vincere le personali battaglie, legate alle nostre paure, alle nostre prese di posizioni, ai nostri cambiamenti interiori.
In questo caso l'eroe ci giuda .... perché fa ciò che è nel suo essere, obbedisce a se stesso.
1. Dante Alighieri, Inferno, Canto V, vv. 64-66.

.....mi piace attribuire l'istinto ad un'intuizione dell'anima , riconoscimento del vero ....infinitamente puro!
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